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Magento 1.8 e il miglioramento delle performance

magento 1.8 e il miglioramento delle performanceDopo un po’ di attesa, la nuova versione di magento ecommerce è adesso realtà. Dopo alcuni test abbiamo notato subito la migliore gestione della cache e delle performance in generale, oltre ad altri fix molto importanti sulla sicurezza e la gestione delle tasse migliorata.

Questo è un ulteriore passo avanti per la creazione di ecommerce unici, che abbiano una user experience veloce ed intuitiva. Lo abbiamo testato in diversi ambienti, e comunque magento anche in questa ultima versione necessita di risorse abbastanza importanti, ovviamente misurate al numero di accessi giornalieri.

Per avere però risposte rapide, oltre che fare l’upgrade alla versione 1.8 è necessario fare molto tuning sulle macchine sia sul web server che sul database al fine di spremere al massimo l’hardware a disposizione.

Molti ecommerce in server cloud avevano problemi di performance proprio perchè la cpu, o meglio le cpu virtuali non erano completamente disponibili e separate dagli altri server virtuali. In molti quindi hanno optato per soluzioni dedicate HA per poter far fronte in maniera più incisiva ai forti carichi.

Detto questo, in molti si chiedono perchè magento è una piattaforma di classe enterprise. Detto velocemente, perchè è scritto sulla base di zend framework che già di per se è una garanzia di performance e sicurezza, poi per la sua struttura molto flessibile: è infatti possibile riscrivere la totalità delle pagine senza toccare il core. Questo consente di personalizzare fortemente l’ecommerce di creare plugin, di rendere ogni ecommerce unico.

Quindi la soluzione magento ecommerce non fà che migliorarsi confermandosi la piattaforma di ecommerce più usata da imprese che vogliono avere ecommerce di alto livello, quantomeno come piattaforma.

Si perchè un ecommerce è di alto livello se tutte le sue parti sono tali:
1) Comunicazione e creatività che aiuti la call to action
2) Usabilità e navigazione
3) Corretta distribuzione dei prodotti e dei contenuti
4) contenuti ottimizzati per la call to action e per il seo
5) schede prodotto efficaci e ricche di foto e copy di alto livello
6) Creatività responsive design
7) User experience studiata per ogni device
8) Ottimizzazione del checkout
9) velocità di risposta delle pagine
10) trovare un digital agency specializzata in ecommerce

Creare un eCommerce di successo

Come creare un eCommerce di successo

Le vendite su internet stanno salendo, di ecommerce si sente parlare moltissimo, ma chi crea di un ecommerce di successo?
Un ecommerce è uno strumento di vendita online, e come tale ha le sue regole per avere successo.
Prima di tutto, è necessario fare un analisi di mercato e dei competitors per capire il budget necessario per entrare nel mercato di riferimento. Poi è necessario capire il posizionamento aziendale.
Se la società ha già un brand con una propria brand image, l’ecommerce dovrà tenere assolutamente conto di questo fattore, e la creatività oltre che a soddisfare i requisiti di migliorare la call to action e rendere l’ecommerce funzionale, dovrà migliorare la brand image, in modo da restituire al marchio una buona reputation. I prodotti giocano un ruolo fondamentale, senza buoni prodotti da vendere, un ecommerce serve a ben poco. I prodotti devono essere vantaggiosi dal punto di vista economico o unici.
Per i prodotti vantaggiosi si creano delle strategie di vendita differenti da settore a settore, per gli ecommerce che vendono prodotti unici, il panorama è più amplio e a dominare è la brand image.

ecommerce: analisi dei competitors, posizionamento, comunicazioneIn tutti i casi comunque l’importante per un ecommerce di successo è avere una fase di analisi dove c’è uno studio e un confronto tra committente e digital agency, per migliorare il knowhow di entrambi. L’agenzia deve consigliare il futuro proprietario dell’ecommerce secondo le dinamiche digital, e il cliente deve conoscere molto bene i propri prodotti, cosi da trasferire alla digital agency tutte proprie conoscenze. Questo scambio è fondamentale perché è proprio da li che nasceranno le idee di comunicazione, creatività, navigazione, distribuzione dei contenuti ecc.

La digital agency deve saper comunicare al meglio a tutti i livelli, logo, payoff, creatività, contenuti, titoli di pagina e metatags, inoltre deve avere un seo strategist che tira le fila per migliorare la seo compatibilità.
usabilita, user experience, creativita, comunicazioneTutto l’ecommerce deve rispondere a diversi requisiti, la home page deve essere accattivante e attirare gli utenti verso la scheda prodotto o le sezioni. La scheda prodotto deve essere esaustiva da tutti i punti di vista, creatività, call to action, foto e contenuti, meta description e titolo. La scheda prodotto deve essere ottimizzata al massimo per far compiere la conversione, ma deve anche essere ben riconoscibile a chi ci atterra dai motori di ricerca. La scheda prodotto è la pagina delegata alla vendita. Senza una buona scheda prodotto anche il miglior ecommerce può non essere vincente.
Poi c’è la parte di marketing per ecommerce , quindi il SEO, la capacità di un sito di salire nelle serp già solo con il SEO onsite, e raggiungere le prime posizioni con il SEO offsite.
ecommerce marketing: SEO, Google Adwords, Bing ads, Social media marketing, DEMPer partire un ecommerce ha sicuramente bisogno di adwords di goole, perché occorre traffico, e far conoscere il brand, sempre che il brand non sia già famoso o conosciuto. Anche in questo caso comunque una buona campagna Adwords non può che migliorare o mantenere clienti. Ovviamente le adwords di una statup non sono paragonabili a livello di strategia a una società già avviata e conosciuta, ma comunque è un passaggio fondamentale.
Poi ci sono i social media, con facebook che domina più che altro perché permette di costruire app, e creare strategie di marketing legate a promozioni, sconti , gamification.
Per una buona riuscita sia a livello virale, di fancruitment, che di conversione, per i social occorre un piano editoriale efficace e ben definito. Le dem, sono un altro strumento per aumentare la clientela, o farsela da 0. Hanno un ritorno molto basso quindi è necessario fare invii massivi, ma possono contribuire a far conoscere il brand o a fare delle promozioni mirate all’acquisizione di nuovi clienti.
e-commerceUn ecommerce di successo deve avere molte persone che dedicano il loro tempo a farlo crescere, ed è per questo che è necessario affidarsi a Digital Agency di qualità, di esperienza, e che hanno lavorato con brand di livello. Lavorare con brand di livello non solo migliora la qualità dal lavoro, ma spinge le digital agency ad essere sempre competitive e ad adottare metodologie funzionali. Tutti sono in grado di riconoscere ecommerce di livello, quindi una brand image forte, da ecommerce di scarso livello, ma non tutte le Digital Agency sono in grado di creare ecommerce di qualità. Trovare una digital agency competente e che metta il suo meglio al servizio del cliente non è semplice. Nel settore ecommerce si trovano offerte di ogni genere, e molti spacciano prodotti di classe enterprise anche se non lo sono. I prezzi poi sono una cosa incredibile, si va dai 50 euro al mese (fai da te), alle decine di migliaia di euro.
Per districarvi in questa giungla potete solo farvi spiegare bene cosa vi viene offerto dettagliatamente e fino a che punto siete seguiti durante l’ideazione, la creazione e la promozione del vostro ecommerce, e con quali strumenti. Le società più avanzate offrono al cliente la possibilità di vedere prima ancora della creatività dei prototipi per capire se la distribuzione dei contenuti e la navigazione sono stati affrontati coerentemente con il piano di progetto. I prototipi possono essere fatti testare a gruppi di persone in target. La user experience è essenziale per un ecommerce. Se un utente avrà avuto una user experience positiva, sicuramente tornerà sul ecommerce, almeno per vedere qualche novità, o per riprovare le emozioni che aveva provato la prima volta.

e-Commerce in grado di vendere

e-Commerce: obiettivo vendere.

Oggi come oggi l’offerta per quanto riguarda la creazione di un ecommerce è molto ampia, si va da 40 euro al mese per i servizi di base, fino al 140.000 euro e oltre.

Per chi vuole intraprendere l’attività di vendita online, districarsi fra le varie offerte non è cosa semplice. Prima di tutto perchè si deve partire dal tipo di business che si è intenzionati a fare: Brick & Mortar, Click and Mortar, o Pure player,  poi il compito più arduo, trovare un agenzia che sia in grado di soddisfare molti requisiti oggi giorno indispensabili, visto che la concorrenza in ogni settore sta crescendo.

Se, il neo proprietario di e-commerce ha già sviluppato un business plan, ha già fatto un ottimo lavoro, perchè è da quel documento che inizierà a cercare la digital agency che fa al proprio caso, altrimenti deve documentarsi e capire quali sono le logiche che portano un e-commerce ad essere un e-commerce di successo, cioè che venda.

La prima regola perchè un ecommerce sia competitivo è che ci sia il prodotto, per prodotto intendiamo, buon prodotto a buon prezzo. Le persone cercano online spesso per risparmiare, o per trovare prodotti esclusivi. Da tenere presente sempre, se avete un prodotto esclusivo, il prezzo conta poco, ma conta molto la brand image, se avete dei prodotti reperibili anche in altri ecommerce o negozzi, ci vuole il prezzo. In questo caso se avete la possibilità di effettuare scontistiche, l’utente si ricorderà del brand, sempre che tutto il sistema e-commerce sia fatto a regola d’arte.

Il Budget. Senza investimenti anche il miglior ecommerce rischia di fallire. Quindi da valutare bene il target di riferimento ed il costo per fare campagne seo e sem al fine far conoscere il proprio brand e le proprie offerte per almeno un anno.

Poi l’ analisi della navigazione e la distribuzione dei contenuti, se l’utente non riesce a navigare un sito, esce dopo 2 secondi, e gli investimenti i pubblicità sono soldi buttati.
Quindi occorre una user experience positiva che permetta al futuro cliente di navigare bene il sito,  sentirsi in un ambiente comodo, che crei una brand image positiva ed in linea con il target. La navigazione deve essere veloce, e la creatività deve rendere l’ ecommerce unico.

La creatività fine a se stessa non porta profitti, infatti la creatività in un ecommerce ha due scopi fondamentali, migliorare la brand image, e incrementare la call to action. Senza una comunicazione studiata nel dettaglio si rischia di non avere un buon ROI.

La vetrina cioè la home page, deve influenzare l’utente, fargli capire il target del prodotto/i, indirizzarlo nelle categorie, mettere in evidenza le offerte e le scontistiche. La navigazione di un ecommerce non parte sempre dalla home, visto che l’accesso può avvenire da una ricerca e quindi l’utente può accedere direttamente ad una categoria o a una scheda prodotto, o ad una landing page in caso ci siano campagne ppc e ppl mirate.
E’ importante dunque che le categorie e le schede prodotto, siano in linea con la comunicazione generale, abbiano contenuti corposi che facciano capire bene dove siamo e quale è l’offerta, delle meta description che siano dei veri e propri richiami pubblicitari.

Le schede prodotto devono essere curate moltissimo dal punto di vista della creatività e dei contenuti, perchè è proprio li che si ha la call to action.

Creare e-Commerce di successo è un lavoro molto complesso, perchè sono richieste molte figure professionali ed un lavoro fatto sin da subito per ottenere risultati in più ambiti: SEO cioè essere trovati nella ricerca naturale, SEM essere trovati nelle ricerca o su portali a pagmento, eCommerce, deve essere usabile e dalla creatività in linea con il brand, avere una brand image positiva, essere responsive design: cioè avere una user experience studiata per ogni device, essere Seo compatibile: già in fase di studio della navigazione e della distribuzione dei contenuti tenere conto delle regole base di seo onsite, essere veloce,  avere categorie efficaci e ricche di contenuti/immagini, avere schede prodotto che aiutino la call to action.
E molto altro…..

Ecommerce o commercio elettronico, riusciranno le piccole imprese a competere?

I recenti dati del settore digital in Italia mettono in evidenza che siamo all’inizio di una nuova fase. I nuovi compratori stanno aumentando notevolmente, e le imprese stanno iniziando ad affrontare il tema dell’ internazionalizzazione. Nella storia italiana l’ ecommerce ha avuto diverse fasi, inizialmente si sono affacciate a questo mercato solo quelle società di servizi che sviluppano la maggior parte del proprio business attraverso un sito web ed Internet (pure player) rivolgendosi ad un consumatore tecnologico, poi si sono affermati i modelli multicanale o Click & Mortar dove il consumatore poteva acquistare sia attraverso la distribuzione tradizionale che digitale.

Nel luglio 2012 l’osservatorio Netcomm/Human Highway ha messo in risalto un incremento di quasi 3 milioni di nuovi acquirenti online.

La crisi sicuramente ha contribuito a questo fenomeno rompendo di indugi e spingendo i consumatori a fare un balzo del 30% negli acquisti online, grazie anche a forti sconti dovuti alla forte riduzione dei costi di gestione.

L’ ecommerce italiano rimane comunque molto arretrato rispetto a tutti gli altri paesi occidentali. Solo il 15% degli italiani fanno acquisti online, e sono molteplici i freni inibitori, la scarsa cultura tecnologica, il ritardo della scuola, la pessima diffusione della banda larga, il ritardo dell’ offerta sono solo alcuni dei motivi principali.

L’ ecommerce B2c è un terreno molto competitivo, e lo diventerà sempre di più, con l’ aumentare della maturità del mercato. I costi per acquisire clienti saranno sempre maggiori e la screscità sarà condizionata dalla capacità di investimento. Purtroppo le dimensioni conteranno sempre in maniera più incisiva, più che altro per il potere di negoziazione nei confronti dei fornitori che poi determina la capacità di essere competitivi in termini di prezzo mantenendo margini di guardagno ragionevoli.

Riusciranno piccoli imprenditori e aziende a cogliere l’opportunità del momento, conquistarsi notorietà e una fetta di mercato abbastanza consistente da poter competere e crescere? Riusciranno le imprese ad affiancarsi ad un partner che sappia guidarle negli investimenti?